Fino al 03 giugno presso il Salone centrale del Palazzo delle Poste di piazza Vittorio Veneto a Trieste, è possibile visitare la mostra “BOTTEGHE, CAFFÈ E NEGOZI NELLA TRIESTE DELLE CARTOLINE S.D. MODIANO”.

Dopo gli altri due eventi già dedicati alle lastre fotografiche che nei primi del Novecento venivano utilizzate dalla “Saul D. Modiano” per la produzione delle sue cartoline illustrate, questa volta la Modiano ha scelto di esporre gli scatti fotografici che riguardano alcune delle attività commerciali che animavano Trieste in quegli anni.

Si tratta di riproduzioni tratte dal materiale conservato presso l’Archivio Storico Modiano che ci riportano ad atmosfere, luoghi e prodotti ormai dimenticati: dal Grand Hotel Obélisque alle porte di Opicina che aspetta una riqualificazione dal lontano 1985 alla Drogheria Toso che invece ha saputo mantenersi pressoché inalterata sin dalla sua apertura nel 1906.

Non mancano le curiosità come le immagini dedicate alle sartorie più note o gli interni di un negozio di scarpe specializzato nella vendita di calzature americane e inglesi.

Vi è poi una sezione dedicata ai negozi che vendevano beni di prima necessità come la bottega di Antonio Bosco tutt’ora in attività o il particolare caso delle Cooperative di consumo tra impiegati privati che consentivano al ceto medio triestino di accedere a prodotti e servizi con costi calmierati.

Una serie di ingrandimenti concentra lo sguardo del visitatore sulla merce esposta e sui volti di commesse e garzoni di bottega; per passare poi agli interni di alcune delle farmacie allora più note per i loro arredi e la validità dei loro laboratori galvanici.

Per valorizzare al meglio l’evento, la Modiano ha scelto offrire delle visite guidate gratuite che permettono una esperienza più immersiva con il racconto degli aneddoti e degli approfondimenti storici che si celano dietro le immagini.

L’intento è quello di valorizzare sia il patrimonio culturale che l’Archivio Storico conserva, sia la memoria storica di una città che in quel periodo si distingue per la sua vivacità economica ed intellettuale.

Per rendere l’immediatezza di questa specificità si è deciso di esporre alcune immagini dei caffè storici di allora scegliendo non quelli più noti ma quelli con una storia più interessante come il Caffè Milano o un American Bar che garantiva ai suoi avventori riservatezza e tranquillità.

A chiusura della mostra vi è una citazione che si ricollega sia alla storia della fotografia che ritrae la Libreria Moderna di Giuseppe Mayländer, sia allo spirito che abbiamo inteso trasmettere:

«…  La mia città che in ogni parte è viva

ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita

pensosa e schiva».

Umberto Saba

 

Per info sulle visite gratuite guidate scrivere a

simonetta.freschi@modiano.it