Italiano
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Da 2 a 8
Citato da scrittori del calibro di William Shakespeare e François Rabelais, il gioco Primiera conobbe una grandissima notorietà in tutta Europa per interi secoli, dal Cinquecento all’Ottocento. Nonostante si utilizzi il mazzo a semi italiani, questo gioco è un vero e proprio antenato del Poker.
L’obiettivo del gioco è realizzare la combinazione dal valore maggiore per aggiudicarsi il piatto.
Prima dell’inizio della partita ciascun giocatore versa una quota di partecipazione: sarà uguale per tutti, mazziere compreso. L’insieme delle quote versate costituisce il piatto per quella smazzata.
Il mazziere, estratto a sorte, mescola le carte, le sottopone al taglio da parte del primo giocatore alla sua sinistra e ne distribuisce quattro, coperte, a ciascun partecipante in senso orario.
Le carte rimaste dopo questa distribuzione sono poste, impilate e coperte, al centro del tavolo da gioco a costituire il tallone.
Distribuite le carte, ogni giocatore prende le proprie quattro e le osserva. Poiché il gioco consiste nel costruire una combinazione vincente, può accadere che questa sia stata servita a uno o più giocatori già in questa primissima fase. In questo caso sono tenuti a dichiararla senza indugio. Se è un solo giocatore a effettuare tale dichiarazione, è suo diritto aggiudicarsi l’intero piatto. Se invece a trovarsi serviti sono due o più giocatori, si procede al confronto delle differenti combinazioni e il piatto va a chi è in possesso di quella di maggior valore.
Accade normalmente che nessuno dei partecipanti si ritrovi in prima battuta con una combinazione vincente servita, in mano.
A questo punto, sempre partendo dal primo giocatore alla destra del mazziere, ciascuno ha diritto a chiedere la sostituzione di una, due, tre o tutte e quattro le carte in suo possesso.
Questa operazione di sostituzione viene eseguita dal mazziere, che ritira le carte scartate (consegnate coperte) e le sostituisce in ugual numero con carte prelevate dalla sommità del tallone.
Se il tallone si esaurisce, il mazziere raccoglie tutte le carte scartate, per mescolarle e ridistribuirle.
Se anche dopo la seconda distribuzione di carte nessuno ottiene una combinazione vincente, la smazzata viene annullata. Le carte vengono tutte ritirate, il mazzo ricomposto e dato per una nuova smazzata al mazziere successivo, che sarà sempre il primo giocatore alla destra del mazziere uscente.
Se il piatto non viene assegnato, cioè se nessuno si trova con una combinazione vincente in mano e la smazzata viene annullata con il passaggio alla successiva, quanto versato resta sul tavolo e si va a sommare alle nuove quote che ciascun giocatore sarà tenuto a versare per proseguire nella partita.
Primiera si connota come un antenato del Poker in quanto esiste il cambio delle carte per raggiungere il traguardo di una combinazione vincente, ma non c’è dialogo tra i giocatori e quindi sono esclusi eventi che costituiscono invece l’anima del Poker, come la possibilità di rilanciare o di bluffare.
Anche il quadro delle combinazioni possibili è ridotto.
• Primiera: è la combinazione di minor valore, costituita da quattro carte di semi differenti.
• Cinquantacinque: corrisponde alla terna di un 7, un 6 e un Asso dello stesso seme. La quarta carta non conta. Se fosse dello stesso seme delle altre tre, si avrebbe il flusso, cioè la terza combinazione realizzabile in Primiera. Il cinquantacinque è dunque una combinazione di valore intermedio.
• Flusso o fruscio: è la combinazione di maggior valore, formata da quattro carte dello stesso seme. Non ha importanza che tali carte siano in una qualche sequenza o corrispondano a specifici valori.
Ogni carta ha un proprio valore di punteggio, molto utile per determinare quale sia, tra due primiere, tra due o più cinquantacinque, tra due o più flussi quello vincente.
Nel caso di due o più flussi, o di due o più cinquantacinque di uguale valore di punteggio, si considera il flusso di maggior valore in base al seme. Si segue in questo caso la gerarchia ormai classica che vede per il mazzo internazionale, in ordine decrescente per importanza, Cuori, Quadri, Fiori e Picche, mentre per il mazzo regionale, sempre in ordine decrescente per importanza, Coppe, Denari, Bastoni e Spade.
Nella Primiera la carta di maggior valore è il 7, alla quale corrispondono ben 21 punti. Seguono, procedendo verso il basso, il 6 (che vale 18 punti), l’Asso (16 punti), i 5 (15 punti), i 4 (14 punti), i 3 (13 punti) e i 2 (12 punti).
Le tre figure valgono 10 punti ciascuna.
Esiste anche un altro facile sistema di memorizzazione dei valori, riassunto qui sotto.
• Figura: vale 10 punti.
• Asso: vale 16 punti.
• Carte dal 2 al 5: il valore facciale più 10.
• 6 e 7: il triplo del loro valore facciale.
A questo punto si capisce bene perché una delle combinazioni si chiami cinquantacinque. Essa, infatti, vale, indipendentemente dal seme delle carte che la compongono, proprio 55 punti: i 21 del 7, più i 18 del 6, più i 16 dell’Asso.